Anfiteatro gremito per l’allestimento quasi trentennale del regista toscano. Buona la compagnia di canto.
A breve saranno trent’anni dal debutto della Carmen di Zeffirelli in Arena, ma l’allestimento e il titolo continuano a richiamare un forte concorso di pubblico. Gremita infatti l’Arena per l’ennesima ripresa del titolo e dell’allestimento.
Uno spettacolo che ormai è un classico, riproposto svariate volte in allestimenti leggermente modificati, continua a riempire l’arena grazie alla sua pomposa e oleografica scenografia, agli sfarzosi costumi, al consueto dispendio di masse e anche ai balli flamenchi, a cura della compagnia di Antonio Gades, che punteggiano opportunamente la serata.
Certo lo spettacolo può parere datato e macchinoso, con i lunghi intervalli dovuti ai cambi scena la serata termina all’una di notte, ma il pubblico che accorre numeroso ha sempre ragione e bene fa l’arena a riproporre questa Carmen.
Buona nel complesso la compagnia di canto con Clémentine Margaine nel ruolo del titolo. Il mezzosoprano francese ha voce potente e ben proiettata e disegna un personaggio coinvolto e sostanzialmente credibile. La Margaine è spigliata in scena e cerca di imporre alla sua Carmen verve e sensualità, anche se non sempre riesce ad essere totalmente convincente nel grande spazio areniano.
Al suo fianco l’atteso Freddie de Tommaso, che non delude per accento e voce, ma che risente di una certa genericità nell’interpretazione. Inoltre sembra di cogliere qualche difetto di affiatamento con la protagonista. Forse ad entrambi qualche prova in più sarebbe giovata.
Corretto ma generico L’Escamillo di Dalibor Jenis, che punta molto sul volume e non è sempre a fuoco nelle note gravi. Ottima la Micaela di Mariangela Sicilia, che, avendo un ruolo più statico in scena, ha potuto svettare con una voce ben proiettata e sonora nelle sue due arie. Grandi applausi per lei.
Ottimi e professionali tutti gli altri su cui spiccava il Remendado del tenore Didier Pieri, veramente notevole come squillo.
Daniel Oren dirige senza la consueta verve, staccando tempi forse troppo prudenti.
Buon successo per tutti nel finale.
Raffaello Malesci (Giovedì 6 Luglio 2023)