Recensioni - Opera

In Disco: Jonas Kaufmann è il nuovo Otello di riferimento

Epocale incisione del tenore tedesco, affiancato da Carlos Álvarez e Federica Lombardi. Dirige magistralmente Antonio Pappano.

Jonas Kaufmann arriva a incidere l’Otello di Giuseppe Verdi al culmine della sua maturità artistica, ottenendo un risultato di assoluto rilievo che rimarrà come una pietra miliare nella storia delle incisioni di quest’opera. Kaufmann azzecca un Moro di assoluto valore musicale e interpretativo, rileggendo il personaggio con accento personale e contemporaneo. Di colpo questa registrazione ci porta nel nuovo millennio, facendo piazza pulita di quanto c’è stato in precedenza, con buona pace del tonitruante Del Monaco e del corrusco Vickers.

Kaufmann delinea Otello in un favoloso intreccio di suono e parola, scolpita nel senso della drammaturgia shakespeariana, arrivando persino a concedersi modernissimi accenti ironici sul libretto tardo scapigliato di Arrigo Boito. Con incredibili mezze voci, alternate a sciabolate sonore fulminanti, sicure, sempre timbrate e adamantine, Kaufmann delinea un Otello maschio e virile, ma capace di accenti soavi, glissati e afflati lirici commoventi. Inarrivabile il duetto del primo atto (Già nella notte densa), così come “Dio, mi potevi scagliare…”, unito ad un “Esultate” da manuale.

Affiancano il tenorissimo un perfetto Carlos Álvarez, che dona a Jago la sapienza di una voce matura ed esperta, consapevole degli accenti e della drammaturgia. Una prova maiuscola anche per lui. Desdemona è una soave e delicata Federica Rinaldi, che riesce però anche ad infondere al personaggio accenti di donna volitiva e realistica grazie ad una voce timbrata e al perfetto controllo tecnico. Musicale e appropriato il Cassio del tenore armeno Liparit Avetisyan.

Pregiatissima la direzione di Antonio Pappano, che riesce ad avvicinare l’orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia alle eccellenze delle maggiori orchestre tedesche.

R. Malesci