Recensioni - Opera

Intensa lettura di Benno Besson per Bertold Brecht

Brecht approda a Brescia per la stagione di prosa del CTB con un testo poco noto e obbiettivamente di scarso richiamo per il g...

Brecht approda a Brescia per la stagione di prosa del CTB con un testo poco noto e obbiettivamente di scarso richiamo per il grande pubblico. Infatti il teatro Sociale era più che altro gremito si scolaresche, mentre il pubblico degli abbonati si mostrava più scarso.

Grave sbaglio da parte della mondanità bresciana poiché lo spettacolo ideato da Benno Besson pur nelle sue due ore e mezza abbondanti risultava essere un formidabile pezzo di teatro contemporaneo. Un’interpretazione moderna e accattivante di un autore che per la sua eccessiva politicizzazione, ma anche per certi abbandoni didattico/didascalici, risulta spesso poco accattivante per il palcoscenico. Besson sceglie di mascherare tutti i personaggi e di rendere pertanto gli attori irriconoscibili, lavorando essenzialmente sull’ensemble e sulla coralità. Crea uno spettacolo sobrio dove le scenografie sono accenni e i costumi delineano chiaramente i caratteri, permettendo così a 19 attori di interpretare innumerevoli personaggi che poi in Brecht diventano archetipi didascalici di svariate condizioni sociali.

La lotta verso l’ingiustizia e il potere sono il filo conduttore del testo con l’acuta sottolineatura che il potere più bieco e corrotto si annida spesso dietro un’immagine di paternalismo illuminato. Dirompente poi il messaggio finale in cui la vera giustizia non deriva dalle leggi e dalle regole, che per Brecht sono frutto di una civiltà malata e volta solo a favorire i potenti, ma dall’umanità che solo i poveri e i derelitti possono dimostrare. Così infatti sarà un giudice che proviene dal popolo dei derelitti e dei farabutti a poter comprendere l’amore senza interesse di una donne verso un figlio non suo.

Ottima e amalgamata la recitazione degli attori senza distinzione tanto che tutti ma proprio tutti meritano una citazione : Lello Arena, Marco Avogadro, Bruno Brighetti, Giovanni Calò, Bino Costa, Piergiorgio Fasolo, Nunzia Greco, Adriano Iurissevich, Alessandro Maggi, Manuela Massimi, Giuliana Natale, Orietta Notari, Angelo Palladino, Roberto Serpi, Paolo Serra, Mariella Speranza, Lia Zinno.

Alla fine applausi convinti per tutti.

A. Manuelli
(28 Gennaio 2004)