Recensioni - Opera

La Deutsche Oper stregata dalla Butterfly di Asmik Grigorian

Grande successo personale per il soprano lituano

Asmik Grigorian illumina l’inizio del 2026 operistico della Deutsche Oper di Berlino, dove viene riproposta Madama Butterfly di Giacomo Puccini, nell’ormai quasi trentennale allestimento curato per regia, scene e costumi da Pier Luigi Samaritani.

Grande spettacolo di repertorio dunque, per una messa in scena sostanzialmente tradizionale, ma ancora pulita e gradevole, con i suoi costumi classici, la scenografia lineare e l’ampio utilizzo di teli impalpabili, fluttuanti nel vuoto della scena. La regia, attenta, ben ripresa e fedele al libretto lascia spazio al talento e alla teatralità degli interpreti.

Infatti Asmik Grigorian permea della sua indiscussa personalità artistica la serata, regalandoci un’interpretazione magistrale di Madama Butterfly. Il soprano lituano incanta sia vocalmente che scenicamente. Vocalmente dall’alto di una voce dal timbro magnetico, duttile sulla parola, accurata nel fraseggio, fastosa negli acuti, imponente nello scavalcare la buca orchestrale. Scenicamente per un’interpretazione completa, credibile, accurata, semplicemente magistrale. L’artista riesce a rendere perfettamente tutte le sfaccettature di un personaggio complesso e insidioso: dalla svagata e capricciosa fanciullezza del primo atto, fino alla testardaggine e al dolore nell’incombere della tragedia nel finale. Commovente in particolare nelle scene tragiche, il pubblico della Deutsche Oper ha tributato un successo al calor bianco per Asmik Grigorian.

Ottimo anche il resto del cast, con il Benjamin Franklin Pinkerton del tenore ucraino Dmytro Popov, che, forte di una voce stentorea, riesce però a convincere anche con le mezze voci e con un canto fatto anche di sfumature e nuances interessanti.

Ottimo, sonoro e dal bel timbro baritonale lo Sharpless di Germán Olvera; ideale per timbro e fraseggio la Suzuki di Martina Baroni. Spicca nel numeroso cast di comprimari il Goro di Burkhard Ulrich. Completano il cast con precisa professionalità: Lucy Baker, Jörg Schörner, Byung Gil Kim, Navasard Hakobyan, Benjamin Dickerson, Seungeun Oh, Yuuki Tamai, Asahi Wada.

Friedrich Praetorius dirige con piglio e tempi corretti l’Orchestra della Deutsche Oper di Berlino. Perfetto il coro sempre della Deutsche Oper.

Più di dieci minuti di applausi nel finale con ovazioni infinite per Asmik Grigorian.

Raffaello Malesci (Mercoledì 7 Gennaio 2026)