Bruno Taddia protagonista tragicomico del Don Pasquale di Donizetti al Pergolesi di Jesi, nella regia anni sessanta di Italo Nunziata
Il secondo titolo della stagione operistica jesina è il Don Pasquale di Gaetano Donizetti, che torna dopo undici anni di assenza.
L’allestimento proposto è una nuova coproduzione con la Fondazione Teatro Carlo Coccia di Novara e la Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova.
La regia è di Italo Nunziata, che decide di ambientare la storia negli anni sessanta: “In quel decennio la sensazione era proprio quella di un vortice. Tutto era nuovo, tutto era veloce, tutto era possibile con un ascensore sociale sempre in movimento”. Le scene sono di Michela Costa, i costumi di Simone Dalla Venezia, entrambi vincitori della sesta edizione del Concorso dedicato a Josef Svoboda “Progettazione di allestimento scene e costumi di teatro musicale”, valorizzati dalle incisive luci di Oscar Frosio e Luca Asioli.
L’inizio dell’opera è caratterizzato da pannelli con tinte bianche e nere; Don Pasquale, vestito di gessato scuro, gestisce l’Autosalone Corneto, un ambiente gelido e impersonale. Malatesta è un dottore specializzato in ritocchi estetici, Ernesto prima un biker e poi un giocatore di football americano, mentre Norina gestisce un salone da parrucchiera e sarà lei a portare negli ambienti e nei vestiti una ventata di colori e mirabolanti novità che renderanno la storia sempre più vivace. Tutto è ispirato al forte immaginario visivo degli anni sessanta, alla grafica optical, all’estetica pop, con gli arredamenti che sembrano ricordare la casa dello scrittore in Arancia meccanica di Stanley Kubrick.
La giovane direttrice Danila Grassi guida con mano sicura il Time Machine Ensemble – nato nel 2019 per volontà della Fondazione Pergolesi Spontini, della Casa musicale Sonzogno e di Italian Touch, e formato da giovani solisti con l’obiettivo di realizzare progetti di riscoperta di grandi autori del novecento o nuovi concept originali di spettacolo dedicati alla musica d’oggi – trovando colori interessanti, buona sintonia tra buca e palcoscenico, ritmi incalzanti (a volte con eccessivi slanci sonori) che esaltano la freschezza e la vitalità della partitura, senza tralasciare il gusto nelle pagine più schiettamente elegiache.
Il Coro Ventidio Basso di Ascoli Piceno mostra potenza e spigliatezza scenica in “Che interminabile andirivieni!”, sempre diretto con cura dal maestro Pasquale Veleno.
Nella parte del protagonista troviamo il baritono Bruno Taddia. Colpisce la sua interpretazione tragicomica, diversa dai consueti cliché, fatta di una recitazione maniacale, sempre attenta ai singoli gesti e movimenti, a rendere vivida la parola, giocando con la morbidezza della sua voce e con un’emissione calibrata. Ne esce un Don Pasquale comico, senza eccessi di gigioneria, ma soprattutto intriso di una dolente malinconia.
Lo affianca il brillante e calcolatore dottor Malatesta del bravo Daniele Terenzi. Una bella pasta timbrica, rotonda, emessa con facilità e chiara dizione. Curato il legato in “Bella siccome un angelo”, fluidi i velocissimi sillabati nell’esplosivo duetto “Cheti cheti immantinente” con uno scatenato Taddia.
Nikoletta Hertsak dona a Norina un timbro chiaro, smaltato, saldo nelle agilità e nelle puntature acute più estreme, con omogeneità nei registri. Ben risolta la cavatina iniziale “Quel guardo il cavaliere… So anch’io la virtù”, espressiva nei momenti più lirici, con una recitazione appropriata soprattutto come Sofronia nella scena di presentazione a Don Pasquale.
Francesco Lucii è Ernesto. Il tenore ha voce da affinare, a tratti sfuocata e poco proiettata. Si apprezza per una linea di canto garbata e misurata, soprattutto nella serenata “Com’è gentil la notte a mezzo april” al terzo atto.
Convincente e spiritoso il notaro interpretato da Kevin Baliviera. Completavano il cast i figuranti Yassine Barri, Francesca Centola, Alessandra Gigli, Simone Mandolini, Giada Minissale e Gianfilippo Spigarelli.
Il pubblico ha risposto con calorosi applausi, apprezzando questa rilettura moderna e rispettosa.
Prossimo appuntamento il 14 e il 15 novembre con una prima assoluta: L’esecuzione. Sotto lo sguardo di Tosca, su libretto di Marco Malvaldi e musica di Salvatore Passantino.
Marco Sonaglia (Teatro Pergolesi-Jesi 31 ottobre 2026)