Recensioni - Opera

Modena: Le Carnaval-Mascarade Royal

Ritorna il barocco a Modena, questa volta con Le Carnaval, Mascarade Royale di Giovanni Battista Lulli (francesizzato Lully)

L'Opera è un bizzarro e affascinante mosaico di entrées che celebra il Carnevale attraverso un continuo gioco di metamorfosi. Debuttò al Louvre nel gennaio 1668 e venne ripresa all’Opéra nell’autunno 1675 su testi di Benserade, Molière e Quinault. Nella Francia di Luigi XIV il balletto di corte vive momenti di straordinario splendore grazie all’apporto di Jean-Baptiste Lully, che porta all’apice della perfezione quell’intrattenimento d’élite che diviene prezioso strumento di celebrazione del potere assoluto.

Lo spettacolo che è una prima mondiale in tempi moderni nasce da un’idea di Marcello Corvino, direttore artistico del Comunale di Ferrara che lo produce insieme al Teatro Comunale di Modena. L'edizione critica è a cura di Bernardo Ticci (BTE2025).

Il regista Emiliano Pellisari spiega che lo spettacolo nasce come un viaggio visionario nel teatro musicale di Lulli. Un universo in cui musica, corpo e illusione scenica convivono in un equilibrio costante tra rigore formale e libertà espressiva. La regia affronta il materiale barocco non come repertorio da ricostruire, ma come materia viva da attraversare, restituendo allo spettatore lo spirito profondamente teatrale dell'epoca.

Sue anche le ottime luci insieme a Gregory Zencher e le suggestive scene dove con l'uso di un grande specchio inclinato verso il pavimento del palco vengono riflesse le figure, con i personaggi che sembrano in volo, sottratti alla gravità e al tempo, creando un teatro dell’illusione ispirato alla meccanica e all’immaginario rinascimentale e barocco. Splendidi, ricercati e raffinati i costumi di Daniela Piazza, intrigante il concept art Nora Bujdoso.

Fondamentali per la riuscita dello spettacolo le magiche coreografie di Emiliano Pellisari e Mariana Porceddu, realizzate magistralmente dai Danzatori della Compagnia NoGravity (Mariana Porceddu, Giada Inserra, Leila Ghiabbi, Francesco Saverio Cifaldi, Mario Consolazio, Marianna Caratelli, Ginevra Cicatello, Maurizio Palantonio) che esprimono con grazia la potente vitalità del barocco, capace di sorprendere e incantare.

La struttura musicale è formata da un'Ouverture e da dieci quadri :1e Entrée (Dedicata agli Espagnols con un tradizionale canto d'amore da "Il borgese gentiluomo" comédie-ballet con libretto di Molière), 2e Entrée (il saccente maestro Barbacola), 3e Entrée (L'ingenuo Monseur Pourceaugnac), 4e Entrée il mondo pastorale di Philene et Tircis), 5e Entrée (Les Italiens et Les Egyptiens con le maschere della commedia dell'arte italiana), 6e Entrée (Le Mufti, una cerimonia turca), 7e Entrée (ancora il mondo pastorale con Les Nouveaux Mariés), 8e Entrée (Egyptienne con i musicisti boemi, baschi, egiziani), 9e Entrée (La Galanterie), 10e Entrée (La réunion du Carnaval).

Il maestro Federico Maria Sardelli, nota bacchetta specializzata in questi repertori, ha diretto la sua Orchestra Barocca Modo Antiquo (fondata a Firenze nel 1984 e che usa strumenti d’epoca). Una concertazione energica, vitale, coinvolgente, che ha saputo cogliere le sfumature della partitura, mettendo in risalto le parti più pompose, ma anche quelle dove emerge l'afflato più lirico e sognante, senza perdere mai di vista i cantanti in scena.

Valido anche l'apporto del Coro I Musici del Gran Principe sotto la guida di Samuele Lastrucci.

Interessante il cast vocale. Valeria La Grotta (Première dessus) ha un timbro sopranile lucente, antico e delicato che nell'aria “Di rigori armato il seno” trova il suo momento migliore. Giuseppina Bridelli (Deuxième dessus) già apprezzata nell'Alcina a Ravenna, sa unire la sua voce calda e ambrata di mezzosoprano ad una signorile presenza scenica sempre con grandi risultati. Le due voci tenorili di Philippe Talbot (Haute-contre) e Cyril Auvity (Taille) colpiscono per la tecnica solida, per la proiezione, per lo smalto e per la disinvoltura attoriale. Biagio Pizzuti (Premier basse) ha una corposa pasta baritonale ben gestita in “Se ti sabir”, Alexandre Baldo (Deuxième basse) emerge con timbro profondo nel settimo quadro e nei momenti d'assieme.

Grande successo e festose ovazioni per la Compagnia NoGravity.

Ancora una volta a Modena si è assistito ad uno spettacolo originale, un solenne e divertito omaggio al Carnevale, una vera riscoperta del grande talento non troppo celebrato di Lulli.

Marco Sonaglia (Teatro Comunale Pavarotti Freni-Modena 27 febbraio 2026)