Recensioni - Opera

Oratorio Bizantino per Teodora Imperatrice a Cremona

Alla chiesa di Sant’Agostino una nuova versione dell’opera contemporanea di Mauro Montalbetti

Nella suggestiva cornice cremonese della Chiesa di Sant’Agostino, il Monteverdi Festival compie un excursus nella contemporaneità, presentando l’opera di Mauro Montalbetti “Teodora imperatrice”, di cui il compositore bresciano cura la parte musicale. Al suo fianco per la messa in scena e come voce narrante Barbara Roganti, che è anche autrice del libretto. Dirige il coro da camera e l’orchestra Cremona Antiqua il maestro Antonio Greco.

Più che un’opera la proposta di Montalbetti si configura come una sorta di oratorio bizantino che va a recuperare sonorità ieratiche e dal fascino antico, con ampi rimandi alla polifonia ortodossa del levante cristiano. La drammaturgia lavora per quadri, nel sottotitolo c’è il riferimento al mosaico, che raccontano la vita di Teodora. Il personaggio dell’imperatrice è sostanzialmente monolitico e viene per sonorità e allestimento equiparata ad una sorta di santa; la drammaturgia è completata da interventi di un’attrice, la stessa regista Barbara Roganti, che dovrebbero fungere da connettivo.

Le sonorità sono accattivanti, ma la drammaturgia non convince e alla lunga lo spettacolo risulta ripetitivo. Suggestivo l’allestimento luminoso nella chiesa, ma la regia scade in stereotipi da “evento colto” già visti e poco efficaci: mucchi di terra, rami di ulivo, pose da presepio napoletano. L’inizio fuori dalla chiesa non funziona, si vede poco ed è macchinoso. Il tutto alla fine annoia.

Bravissima e intensa Roberta Mameli come Teodora, la cantante ha voce sicura e un bel magnetismo teatrale. Doti indubbie, poco valorizzate dalla regia.

A fine serata molti applausi da parte di un pubblico di appassionati, invitati e addetti ai lavori.

Raffaello Malesci (Domenica 14 Giugno 2026)