Recensioni - Opera

Piacenza: Carmen

Allestimento sobrio, cast in bella evidenza

Al teatro municipale di Piacenza arriva la "Carmen" di Bizet in coproduzione con OperaLombardia, Fondazione Teatro Comunale di Modena, Fondazione Ravenna Manifestazioni/Teatro Alighieri.

Il nuovo allestimento ha la regia di Stefano Vizioli che propone uno spettacolo asciutto, misurato, senza eccessi, fedele al libretto, aiutato dal regista collaboratore e coreografo Pierluigi Vanelli che ha curato i movimenti di massa. Le scene di Emanuele Sinisi sono spoglie, di cemento grigio con i muri rovinati, la ghiaia polverosa e rappresentano i vari ambienti della storia come la piazza, la caserma, il covo dei gitani, valorizzate dalle suggestive e nette luci di Vincenzo Raponi. Il progetto di videomapping e visual art di Imaginarium Studio sfrutta tinte di un bianco e nero antico soffermandosi sui particolari delle mani. dei visi e sul fiore che gronda sangue., rifiniti i costumi di Anna Maria Heinreich che riecheggiano la Spagna degli anni cinquanta.

A dirigere l'Orchestra dell’Emilia-Romagna Arturo Toscanini la pregevole bacchetta di Audrey Saint-Gil che ha saputo restituire tutto il fascino della partitura tra momenti più pomposi ed altri più raccolti come il bellissimo intermezzo tra il secondo e il terzo atto, con tempi sempre corretti e un controllo buca-palcoscenico che ha permesso ai cantanti un tappeto strumentale di suoni distesi e avvolgenti. Impeccabile e sicuro il Coro Lirico di Modena sotto la guida di Giovanni Farina, ottime anche le Voci bianche del Teatro Comunale di Modena seguite da Paolo Gattolin.

Carmen era una splendida Annalisa Stroppa. Il mezzosoprano ha voce ricca, piena, di timbro scuro e intenso volume, spazia con sicurezza dalla zona centrale a quella acuta, con accenti forti,fraseggio accurato, ottima proiezione. Una presenza scenica seducente e sensuale, fatta di sguardi e di movimenti, senza cadere mai nel volgare. Ben scolpita l'iniziale "Habanera", invece nell'arioso "En vain pour éviter les réponses amères" tocca vette musicali e recitative di alto livello.

Convincente il Don José di Joseph Dahdah, con una linea di canto pulita, morbida, incisiva Ben eseguita la famosa aria "La fleur que tu m'avais jetée", di impatto il drammatico finale, dove ha messo in evidenza tutto il tormento interiore del suo personaggio.

L'Escamillo di Gianluca Failla brilla di più per eleganza, che per spavalderia, restituendoci un Toreador insolito, ma comunque solido, squillante e carismatico.

Jaquelina Livieri ha interpretato una Micaela dolce e intensa, con un un timbro adamantino, piegato a rifinite sfumature. Bellissima l'aria "Je dis que rien ne m'épouvante", dove emerge tutta la sua candida purezza.

Donatella De Luca era una precisa e sonora Frasquita, Elena Antonini una intrigante Mercédès dal corposo timbro scuro, ben amalgamate con le valide voci di William Allione (Il Dancairo) e Enrico Iviglia (Il Remendado). Efficaci anche Tiziano Rosati (Zuniga) e Matteo Torcaso (Moralès).

Teatro sold out e grande successo, con vette di applausi per Stroppa e Livieri.

Marco Sonaglia (Teatro Municipale Piacenza-17 aprile 2026)