All'Opernhaus Zürich La rondine nella regia di Christof Loy, con Marco Armiliato sul podio ed Ermonela Jaho nel ruolo di Magda
Si sa, la rondine ritorna al nido, e questa ripresa del “volo” dell'opera di Puccini è risultata indimenticabile, tanto che non potrei pensare di vedere rappresentata quest'opera se non con questa regia, direzione d'orchestra e questi cantanti. Veramente uno spettacolo che ricorda i tempi passati quando le produzioni erano fatte e pensate per piacere al pubblico e per esaltare il compositore, non come ora che sono fatte per… stravolgere il senso del libretto e della musica, non sempre, ma sempre più spesso!!! Quest'opera di Puccini, riscoperta recentemente, può forse essere paragonata al Falstaff, in questo senso: si dice che il Falstaff sia il testamento morale di Verdi, che finisce con “Tutto nel mondo è burla”, ovvero non prendiamoci troppo sul serio. E Puccini ci ricorda, con questa musica, che la vita è gioia e dolore, che l'amore, a volte, non basta, che è il denaro che fa girare il mondo.
Inizio parlando del cast vocale, di livello altissimo, che ha indossato i panni dei protagonisti come una seconda pelle. Ermonela Jaho è un soprano straordinario, con filati che ricordano le grandi del passato, acuti mai urlati e ben tenuti, coinvolgente scenicamente e sicura vocalmente, una Magda di riferimento per chi deve interpretare questo ruolo. Veramente magnifica, ovazioni meritatissime per lei.
Benjamin Bernheim era Ruggero, il giovane innamorato, al primo amore travolgente che vola via come una rondine al finire dell'estate. Ottima interpretazione la sua, voce solida, bravissimo nel trasmettere le emozioni del suo cuore col canto appassionato e disperato. Sicuro nella resa vocale e scenica, anche per lui un'accoglienza trionfale. Juan Francisco Gatell era il poeta Prunier, personaggio ironico e acuto interpretato con ottima vocalità e presenza scenica. Applausi scroscianti anche per lui. Sandra Hamaoui era Lisette, la cameriera sognatrice di gloria che poi ritorna al nido anch'essa, al suo mestiere di cameriera. Molto brava, delizioso il suo canto, ha dimostrato bei mezzi vocali e padronanza scenica del personaggio.
Vladimir Stoyanov è stato un Rambaldo di lusso, ottimo nei suoi interventi, perfetto il suo canto, ha saputo trasmettere la fredda ironia e sicurezza del personaggio che ben sapeva che i soldi sono l'arma vincente e non l'amore. Grandi applausi anche per lui. Bravissime tutte le altre prime parti, stupendo il coro dell'Opernhaus Zürich diretto da Alice Lapasin Zorzit.
Come ho detto, bellissima la regia di Christof Loy, mai appariscente ma molto curata soprattutto nel far interpretare i personaggi evidenziando gli stati d'animo che provavano e che la musica sottolinea. Semplici ma coerenti e funzionali le scene di Étienne Pluss, belli i costumi di Barbara Drosihn e i giochi di luce di Fabrice Kébour.
Ultimo ma non ultimo il direttore d'orchestra Marco Armiliato, che ha saputo estrarre dallo spartito la forza e la spontaneità delle note, facendo emergere la modernità della musica pucciniana. Splendida l'orchestra dell'Opernhaus Zürich.
Alla fine il pubblico tutto in piedi ad applaudire il cast, una scena che non si vede più nei teatri e che dimostra la stupenda esecuzione di questa opera.