Valido anche il secondo cast
Quando più di un contatto social scrive commenti entusiastici sull’ultima opera messa in scena al Petruzzelli è l’ennesimo riscontro che l’opera in cartellone è stata un successo.
Pur con una punta di rammarico per non aver potuto ascoltare il primo cast, fra cui spiccava Francesco Meli, alcuni elementi comuni, come la direzione impeccabile di Jordi Bernàcer, l’esecuzione dell’orchestra e la scenografia possono fornire degli elementi utili a confermare quasi del tutto il successo della prima rappresentazione con il secondo cast.
Ha contribuito parzialmente al successo la scenografia, semplice, ma poco calibrata di Jamie Vartan: dei grandi fogli, o cortecce stilizzate, che compivano movimenti circolari (uno veniva anche utilizzato come schermo), che non conferivano equilibrio al palcoscenico.
Efficace la regia di Stephen Medcalf, con la collaborazione di Daniela Zedda, che, avvalendosi dei pannelli rotanti, ha occultato agli occhi dello spettatore l’uccisione di Carmen.
Il secondo cast ha dato prova di professionalità: da una Laura Verrecchia perfettamente calata nel ruolo, a Joseph Dahdah, che oltre all’intonazione impeccabile ha saputo adattare nella gestualità il personaggio di Don José, da timido soldato di campagna a contrabbandiere ad amante accecato dalla gelosia e dalla vendetta.
Non immediatamente a suo agio nel registro vocale il baritono Byung-Gil Kim nel ruolo di Escamillo, limpida invece la prova della Micaëla di Sara Rossini.
Bravi i comprimari, fra cui spiccano Irene Molinari (Mercédès) e Sabrina Sanza (Frasquita).
Applausi scroscianti ed emozioni positive da parte del numerosissimo pubblico che ha affollato il teatro d’opera barese, successo confermato nelle repliche dei giorni successivi.
Daniela Menga