Recensioni - Opera

Sofia Coppola e Valentino per La Traviata a Roma

Una bellissima rappresentazione della Traviata, con la regia di Sofia Coppola, i costumi di Valentino e numerosi applausi a scena aperta. Un progetto teatrale di grande bellezza e successo

Quando si è alzato il sipario al termine del preludio, la scena che si è presentata è stata già di per sé davvero bella: una elegante sala da ballo arredata in uno stilizzato stile ottocentesco, con una scala per l'entrée dei nobili personaggi che parteciperanno alla festa in casa di Madame Valery, lampadari eleganti che si calano dal soffitto e ampie finestre di vetro sullo sfondo. In generale le scenografie e i costumi sono stati abbastanza tradizionali, ispirati all’800 ma in modo elegante e leggero, senza quella patina polverosa che a volte caratterizza quel periodo, almeno nel nostro immaginario collettivo. Le scene del II atto ricostruiscono una elegante serra o giardino d’inverno della villa di campagna in cui si rifugia la coppia dopo il loro incontro a Parigi. Le vetrate della serra danno su uno scenario bucolico, le cui condizioni atmosferiche cambiano in funzione della tensione drammatica sulla scena. Dal bel tempo iniziale alla tempesta sull’uscita di Alfredo diretto verso la festa organizzata da Flora. La casa di Flora, nella seconda parte del II atto è caratterizzata da un'eleganza stilizzata che ricorda, in forme diverse, quella del primo atto. Infine, nel III atto la scena cambia ancora: la camera di Violetta, con un mobilio essenziale: un letto, poche sedute ed un comodino, sullo sfondo una grande vetrata dietro a letto ed un baldacchino sovrastante. Il colore dominante è un viola intenso. Nel complesso una scenografia davvero bella, a cura di Nathan Crowley e valorizzata dal progetto delle luci di Vinicio Cheli, che hanno saputo creare atmosfere davvero uniche e coinvolgenti.

Belli anche i costumi, disegnati da Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli, direttori creativi della prestigiosa Maison Valentino, in linea con la elegante stilizzazione del periodo storico. I costumi dedicati a Violetta invece sono stati firmati personalmente da Valentino. Stupendo in particolare il rossissimo abito per la scena del II atto alla festa di Flora.

Veniamo alla direzione musicale del Maestro Francesco Ivan Ciampa. Davvero coinvolgente in tutte le sue atmosfere: dalla energica festosità della prima scena in casa di Violetta, ai momenti di languido sentimento amoroso dei due protagonisti; a quelle più drammatiche del II atto a seguito dello scontro tra Violetta ed il padre di Alfredo, fino ai contrastanti sentimenti di malinconia, gioia, sofferenza del III atto. Una direzione musicale chiara e precisa, con i tempi ed i volumi giusti: un progetto di impostazione generale che è passato alla platea degli spettatori. Non è cosa da poco.

Non sarebbe stato possibile ottenere un risultato così magistrale senza una compagnia di interpreti di alto livello, a cui va aggiunta una nota di merito particolare al coro, diretto da Ciro Visco, eccezionale.

Violetta (Ekaterina Bakanova), ha voce e timbro eccezionali, oltre che una presenza scenica notevole: si è mossa sulla scena sempre da protagonista. Bella la prova del I atto con la scena del Brindisi, la scena con Alfredo (Un dì felice eterea) e l’aria “Sempre libera degg’io, folleggiare”. Anche la scena dell’incontro con Giorgio Germont, che culmina con il famoso Amami Alfredo, è stata davvero coinvolgente: ha saputo esprimere i mille colori drammatici che caratterizzano questa parte dell’opera. Molto bella anche “Addio del passato”.

Alfredo (Antonio Poli) ha un bel timbro ed una voce equilibrata, con una buona padronanza delle varie sfumature drammatiche, dalla giocosità all’ira più accesa. Ha, secondo noi, eseguito in modo impeccabile “Un dì felice, eterea”, il duetto con Violetta nel III atto “Parigi o cara”. Intensa anche la scena alla festa di Flora del II atto, “Qui testimoni vi chiamo”. Oltre ad un bel timbro vocale, ha un'ottima presenza scenica che lo rende molto sicuro sul palco.

Ottima la prova di Giorgio Germont (Simone Piazzola). Voce potente, un bel timbro vocale, presenza scenica, senso drammatico. È stato applaudito a scena aperta nel II atto, in “Pura siccome un angelo”. Anche “Di Provenza il mar, il suol” è stata eseguita molto bene. Gli applausi finali lo hanno premiato.

Appropriati i balletti con la coreografia di Stéphane Phavorin, in particolare quello delle zingarelle del II atto.

Insomma una bellissima rappresentazione. E sebbene l’allestimento abbia oramai qualche anno, il pubblico in sala ne è rimasto incantato ancora una volta. I frequenti applausi a scena aperta durante la recita ne sono una testimonianza. In particolare un grande apprezzamento è stato espresso nei confronti di Giorgio Germont, premiato quasi quanto Violetta negli applausi finali.

La regia di Sofia Coppola ha davvero conquistato con questa Traviata. Scene, costumi, coreografie, luci: uno spettacolo da rivedere.

Bravi, bravissimi!