Recensioni - Opera

Torino: Cavalleria Rusticana en plein air

L'Opera abbandona la storica sede del teatro Regio e abita l'aulico cortile di Palazzo Arsenale per la seconda stagione Regio Opera Festival.

Pietro Mascagni e la sua musica, istintiva, irruenta, epica, inonda l'intero cortile: Cavalleria Rusticana è protagonista.

Mai come questa opera, spartiacque fra nobilastri, dame, Dei e spade sguainate, prima, e, popolani,contadini, coltelli balenanti dopo, ha segnato inconfutabilmente la supremazia della musica sul libretto, antico diverbio.

La vicenda di Cavalleria è nota: dramma di gelosia, di onore perduto, di coltelli e morte, poco possiamo aggiungere.

Segna altresì l'esordio ufficiale del "verismo" in musica, tratta da una novella di Giovanni Verga, esalta tutto il carattere spiccio e pratico di popolani e contadini in "coppola" e non più teste incoronate "inpennacchiate", non di meno è colma di un intensissimo carattere lirico: celeberrimo l'intermezzo prestato orchestralmente a sè come pezzo da concerto.Non mancarono all'epoca, 1890, le critiche, da noi ormai dimenticate e superate, inchinati all'emozione delle arie di elevato respiro lirico... come poteva l'eloquio grezzo di contadini inanellare "gli aranci olezzano/sui verdi margini cantan le allodole/ tra mirti in fior..." Ma noi non ci curiamo , incantati dalla musica.

L'impianto scenico ( Anna Maria Bruzzese) è essenziale, domina il rosso e il nero, eros e tanathos, le rappresentative pietre laviche siciliane hanno eruttato pomposi fiori rossi anzichè lava, tone sur tone i costumi dei personaggi ( Paolo Ventura) i neri, i grigi, stacca solo Lola ( mezzosoprano Valeria Girardello) in bianco e rosso come a rappresentare un'illusoria nuova vita...

Il Coro del Teatro Regio qui fa da padrone, nutriente e lirico, respiro ampio, elevato, ci cattura, magistralmente diretto da Andrea Secchi, mentre la bacchetta esperta di Francesco Ivan Campa dà il giusto suono, nitidezza, compostezza e controllo sia al celeberrimo intermezzo sia al canto: bravissimo.

Santuzza è il mezzosoprano Anastasia Boldyreva, bella voce, alta classe: gelosia, disperazione, filtrati, controllati, privi di eccessi, come si confà al vero dolore, superba interpretazione, compare Turiddu è il meraviglio Marco Berti... che dire... impeccabile, forma smagliante, ci emozioniamo col "bel canto", sfrontato, padrone della scena e della sua voce, affronta e, addirittura, arricchisce, brani difficili : "il brindisi" senza pecche.Degno di nota è "l'addio" alla mamma, il mezzosoprano Agostina Smimmero, in cui dà prova di una vocalità appassionata e ricercata che sovrasta fuor ogni dubbio l'intero cast.

Il Regio ha affidato la collera di compar Alfio al baritono georgiano Miska Kiria, non ci convince tanto: la vocalità baritonale stenta e non si estende, affaticata.

Ma noi restiamo avvinti dalla meravigliosa musica di Pietro Mascagni

Edwige Mormile

CAVALLERIA RUSTICANA
Melodramma in un atto
Libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci
dall’omonimo dramma di Giovanni Verga
Musica di Pietro Mascagni

Santuzza Anastasia Boldyreva
Turiddu Marco Berti
Alfio Misha Kiria
Lucia Agostina Smimmero
Lola Valeria Girardello

Orchestra e Coro Teatro Regio Torino
Direttore Francesco Ivan Ciampa
Maestro del coro Andrea Secchi
Regia Anna Maria Bruzzese
Scene e costumi Paolo Ventura
Luci Lorenzo Maletto
Direttore dell’allestimento Antonio Stallone
Allestimento Teatro Regio Torino