Opera splendida con la musica di Philip Venables
Il Festival di Erl azzecca una vera e propria chicca dedicata alla musica del nostro tempo: We Are The Lucky Ones, opera contemporanea su libretto di Nina Segal e Ted Huffman, basato su interviste condotte su più di settanta persone, nate in Europa e negli Stati Uniti negli anni quaranta del novecento. La musica è del compositore inglese Philips Venables.
Lo spettacolo è in coproduzione con l’Opera nazionale Olandese, dove ha debuttato con successo nel 2025, e viene presentato a Erl in prima Austriaca.
Si tratta di un’opera sul trascorrere del tempo e sulla memoria, dove le voci e i ricordi della generazione che ha vissuto il dopoguerra, il boom economico e buona parte delle fasi del secondo novecento, vengono affidati a otto interpreti, che, senza impersonare un preciso personaggio, costruiscono un affresco di vita che va dalla nascita alla morte. Una sospensione temporale in cui tutti possiamo riconoscerci, un frammento di memorie fra passato e presente.
La messa in scena, affidata a Ted Huffman, che cura anche la scenografia e i costumi, è semplice quanto efficace: una passerella che gira intorno all’orchestra, una luce in centro su una piantana, una parete grigia sullo sfondo, che verrà riempita e svuotata di ricordi, foto e video, nel corso della rappresentazione. Le luci sono di Bertrand Couderc, i video di Nadja Sofie Eller e Tobias Staab, le coreografie di Pim Veulings e la drammaturgia di Nina Segal e Laura Roling.
Intendiamoci, non è una vuota passerella di nostalgie, al contrario! Gli interpreti, tutti bravissimi, riportano in vita per frammenti la storia del novecento e, con grande verità e intensità, un mosaico di vite che si intrecciano, si sovrappongono, si fondono e si allontanano all’interno di una drammaturgia perfetta, che alterna momenti solistici fatti di arie a duetti, corali, fughe e anche a parti recitate. Lo spettacolo è teso, senza soluzione di continuità, esaltato dalla splendida musica di Philip Venbles, che sapientemente fonde le sonorità delle diverse epoche, creando una musica contemporanea, sfaccettata di dissonanze ma allo stesso tempo sempre fruibile e accattivante. Una lezione per i maestri accademici, che troppo spesso relegano la musica contemporanea ad un evento riservato ad uno sparuto salotto di addetti ai lavori.
Così troviamo racconti che diventano danze, richiami orchestrali alla musica popolare e al jazz, duetti che si trasformano in corali, un accenno di fuga nel finale degna del Falstaff di Verdi, cori ritmati e ossessivi che coinvolgono lo spettatore in una continua fusione di sonorità poliedriche, dense di sinestesie musicali e vocali. Un magistero musicale che si fonde con il libretto anche grazie a otto interpreti perfetti nel delineare un racconto sul tempo e sulla memoria che coinvolge e sconvolge, perché ci riguarda da vicino, parla di noi.
Perché il tempo, che secondo alcune nozioni della fisica contemporanea non esisterebbe, in realtà fugge alla chetichella notte e giorno, ci scivola inesorabilmente dalle mani. Per la nostra condizione umana è pietra e squadra con cui dobbiamo confrontare il nostro essere senziente nel mondo. Tutto ciò è palese, chiaro e intelleggibile in We Are The Lucky Ones, giunge allo spettatore sulle ali di una musica efficace ed emozionante, in pieno connubio con un testo fatto di quadri che mescolano, come nella vita, momenti di allegria e tristezza, scoramento e fiducia nell’avvenire. Una lezione di teatro e di come oggi dovrebbe essere fatta l’opera contemporanea.
Inarrivabili allo stesso modo tutti gli interpreti, bravi, coinvolti e appassionati: Claron McFadden, Jacquelyn Stucker, Nina van Essen, Helena Rasker, James Kryshak, Frederick Ballentine, Germán Olvera, Alex Rosen.
Bassem Akiki dirigeva in modo perfetto la grande e sorprendente orchestra dei Tiroler Festspiele, al suo meglio in questo repertorio, ottenendo sonorità sempre precise e accattivanti in un sublime connubio con gli interpreti.
Nel finale grandi applausi per tutti e molte chiamate a proscenio per uno spettacolo da ricordare.
Raffaello Malesci (Sabato 18 Luglio 2026)